Ezio Bosso – “La musica è una necessità: è come respirare”

Ci lascia Ezio Bosso all’età di 48 anni, il pianista che sapeva commuovere.

A portarselo via il cancro con cui conviveva da molti anni e che lo costringeva a lunghi periodi di sosta per le terapie. A peggiorare il suo quadro clinico la malattia neurodegenerativa che l’aveva costretto in sedia a rotelle.

Eppure, nonostante le problematiche, Ezio non si è mai arreso e ha continuato a combattere fino alla fine. La musica, la sua passione e la sua ragione di vita, lo aveva costretto a sfide sempre più grandi.

Ezio si innamora della musica da giovanissimo e, per seguire la sua passione, a 16 anni lascia casa e debutta come solista in Francia. L’incontro con Ludwig Streicher, contrabbassista dei Wiener Philharmonic, segna il suo destino. Fiutandone il talento, il musicista lo indirizza all’Accademia di Vienna dove Bosso studia contrabbasso, composizione, direzione d’orchestra. E da contrabassista suona in importanti formazioni, tra cui la Chamber Orchestra of Europe di Claudio Abbado, con il quale Ezio instaura un legame non solo artistico ma di amicizia. Dopo la morte di Abbado, nel 2017 sarà Ezio a farsi testimonial dell’eredità della sua Associazione Mozart14, la quale nasce con l’intento di portare la musica nei luoghi del dolore, nelle carceri, negli ospedali.

Pianista e direttore d’orchestra, Ezio ha tenuto concerti in tutto il mondo, ha ricoperto il ruolo di direttore stabile del The London Strings, ha vinto due David di Donatello per le colonne sonore di Io non ho Paura e Il ragazzo invisibile, entrambi film di Gabriele Salvatores.

È stato Carlo Conti a portarlo nelle case di tutti gli italiani con la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2016. Un’esibizione e poi parole di speranza e coraggio che fecero commuovere i milioni di spettatori in quel momento davanti allo schermo.

Lo scorso 2018, ospite al Parlamento Europeo per la conferenza di alto livello sulla cultura il musicista, visibilmente emozionato, aveva ribadito quanto importante e viva fosse la musica per lui: “Noi che dedichiamo la nostra vita alla musica sin da piccoli frequentiamo germanoaustriaci come Beethoven, o francesi come Debussy, o tedeschi come Brahms e Mendelssohn. Vedete, non c’è un confine. La musica non è solo un linguaggio ma una trascendenza, che è ciò che ci porta oltre”.

Ricordiamo Ezio Bosso menzionando alcune delle sue canzoni più celebri:

Rain, In Your Black Eyes (Ezio Bosso piano, Giacomo Agazzini violino, Relja Lukic violoncello. Dall’album Music for weather elements)

Clouds, The mind on the (Re)Wind (Ezio Bosso piano, Giacomo Agazzini violino).

The Roots (Ezio Bosso e Mario Brunello)

 

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